

7. LE AZIONI DI SISTEMA
· Azione 4. Rafforzare i sistemi locali
Le politiche giovanili sono ormai riconosciute come una dimensione della pianificazione strategica locale e, di conseguenza, si sviluppano secondo logiche che il Programma Triennale assume e si impegna a generalizzare e ulteriormente radicare.
Per questo, il Piano consente di finanziare azioni a carattere innovativo attraverso le quali promuovere nuove strategie ed esempi di buona pratica.
Questa priorità consente di assegnare ai sistemi locali il compito di definire le priorità di intervento da finanziare con il Programma Triennale in base alla identificazione da parte degli attori del territorio: dei bisogni sociali specifici, del modello di partecipazione, delle scelte di sviluppo economico, dei luoghi e degli strumenti di verifica.
In questo quadro il Programma Triennale riconosce che storicamente sono i Comuni ad aver assunto il ruolo di interlocutore istituzionale più prossimo e diretto per i giovani, per la loro rappresentanza formale e informale e per tutti i portatori di interesse nelle politiche giovanili.
Sono i Comuni che hanno sviluppato servizi, competenze e professionalità (interne o esterne) atte a rispondere in modo efficace e "prossimo" ai bisogni dei giovani.
Le Province, secondo attribuzioni e competenze specifiche, ricoprono un ruolo attivo e determinante nella programmazione, nel coordinamento e nel finanziamento delle nuove strategie di politiche giovanili:
- garantendo la governance dei processi che si attiveranno sui territori;
- esercitando le competenze specifiche di legge (lavoro, istruzione, orientamento, ...);
- gestendo la raccolta e l’analisi dei dati relativi ai giovani riassunti nell’attività degli "Osservatori sulla condizione giovanile";
- svolgendo un ruolo prezioso di supporto dei Piani Locali Giovani a cui potranno partecipare attivamente e secondo le proprie competenze di legge.
La sperimentazione dei Piani Locali per i Giovani è mossa dalla stessa logica che motiva i Piani Strategici e, in generale, ne è una specificazione o una tematizzazione.
Anch’essi perciò sono uno strumento finalizzato a favorire processi che mobilitano una pluralità di soggetti nella "visione del futuro" delle città, definita a partire dagli attori locali e in particolare dai giovani e dalle loro organizzazioni di rappresentanza, formali e non formali.
Da questo punto di vista il Programma Triennale stimolerà lo sviluppo di schemi diversi, a seconda delle realtà, per l’integrazione delle politiche giovanili nelle pianificazioni strategiche dello sviluppo locale e per sperimentare un punto di sintesi e di integrazione garantendo confronti, scambi e trasferimenti di esperienze e prodotti diversi.
a) Misura 4.a. I piani locali per i giovani
La sperimentazione di Piani Locali per i Giovani (PLG) permetterà di arricchire, articolare e focalizzare sui giovani la già ricca esperienza che la Regione ha sviluppato in tema di mobilitazione degli attori locali.
È un processo di confronto e mobilitazione democratica alimentato da uno scambio creativo in cui ciascuno contribuisce a creare una visione della comunità locale e, in essa, del ruolo, del contributo e della risorsa giovani.
L’attore "collettivo" del PLG è, appunto, la comunità locale.
I Piani prevedono la formalizzazione di un accordo a livello territoriale (in un ambito ottimale da definire) all’interno del quale attori pubblici e privati definiscono:
- le priorità da affrontare nel territorio di competenza nei campi nei quali è stata riconosciuta la responsabilità principale delle autorità locali (sviluppo economico, occupazione, innovazione, educazione, inclusione sociale e coesione, sviluppo sostenibile dell’ambiente ..)
- le risorse e gli strumenti finanziari più adatti per risolvere i problemi specifici del loro territorio
- le modalità di accesso alle risorse per i giovani
- ruoli e responsabilità all’interno di un accordo di programma pluriennale
- forme di gestione, agili e flessibili
I PLG costituiranno lo strumento sperimentale privilegiato attraverso cui perseguire l’obiettivo di sviluppare partecipazione e cittadinanza attiva. Ad essi, tra l’altro, viene assegnato il compito di promuovere la partecipazione dei giovani ai processi decisionali a livello locale.
- I modelli di riferimento. I PIC Equal: la partneship.
I PLG sono l’ulteriore campo di applicazione del modello di politica pubblica fondato sul concetto della partnership. Sul nesso tra partnership e processo di Lisbona e sulla sua attualità basta considerare quanto enunciato nella citata Comunicazione della Commissione europea sulla revisione di metà percorso dell’Agenda di Lisbona: "l’attuazione di paternariati efficaci, che mobilitino il sostegno e la partecipazione delle parti coinvolte è la chiave del successo della strategia di Lisbona".
Di recente, per esempio, il PIC EQUAL, ha permesso al nostro territorio di sperimentare e assimilare il criterio della partnership, su cui appunto era fondato il programma. Tutte le azioni del Piano Locale saranno ovviamente basate sulla costruzione di una partnership proseguendo quanto già acquisito nell’esperienza di EQUAL o anche dei Piani di Zona.
- I modelli di riferimento. L’uso delle risorse: il modello Capitale Locale.
Nell'estate '98 è stata lanciata dalla Commissione Europea una sperimentazione di riforma del FSE denominata appunto: Capitale locale a finalità sociale.
Per meglio inquadrare il modello ci pare utile riportare uno stralcio della presentazione del documento che illustra l'iniziativa: "S’intende per "Capitale Locale a Finalità Sociale" l’organizzazione destinata a sostenere le persone che mettono in comune i mezzi a loro disposizione al fine di realizzare microprogetti che favoriscano l’occupazione e la coesione sociale cercando di concepire e realizzare una struttura vicina all’esperienza delle persone. Le comunità locali non dovrebbero essere trattate quali destinatari passivi delle sovvenzioni, ma come protagonisti autonomi che parteciperanno attivamente alla rete locale. Tali esperienze, basandosi a loro volta sul buon senso economico e sociale, sono ricche di promesse poiché: mobilitano un potenziale umano sufficientemente prossimo alla realtà concreta da conoscere le forze e le debolezze locali, favoriscono la creatività locale, poiché si basano sui talenti e sulle risorse esistenti o potenziali, a livello di un determinato territorio."
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