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Casale, capitale del Monferrato, è al centro di un vasto territorio che si snoda tra vigneti e risaie, ricco di luoghi incantevoli soprattutto in primavera e autunno, le stagioni in cui la natura con i suoi colori e frutti valorizza il paesaggio monferrino. E' proprio dai borghi collinari che si godono gli incantevoli panorami sui campi coltivati, sulle vallate, sulle risaie e sui vigneti.
Non pochi sono i paesi del Monferrato in cui le cantine, gli infernot scavati nella pietra da cantone, le case e le chiese rispecchiano uno stile, un modo di vivere tipicamente monferrino, ispirato all'antica cultura contadina, la più autentica di questo territorio. Dalla Valle Cerrina fino alla pianura delle risaie, ogni piccolo paese racchiude "tesori" da scoprire, nell'arte, nel paesaggio e... anche a tavola.

Il rinomato tartufo bianco è infatti il protagonista di alcune delle maggiori sagre del Piemonte, come quelle di Moncalvo, Cella Monte e Murisengo. Le cantine del Monferrato producono eccellenti vini che esaltano i sapori dei piatti, come la Barbera, il Grignolino, la Freisa, la Malvasia e lo Chardonnay.
Anche il panorama delle manifestazioni del territorio, vario e articolato, esprime la vivacità di luoghi che si aprono a un turismo culturale, ambientale ed enogastronomico di ampio richiamo.
I mercatini del gusto, le sagre, le mostre e le manifestazioni primaverili e autunnali sono ottime occasioni per approfondire la conoscenza del Monferrato Casalese.

Sull'area casalese a destra del Po era sorto in epoca ligure o celto-gallica un agglomerato che con il nome di Vardacate divenne municipium romano. Dopo le distruzioni barbariche per la prima volta appare in un documento dell'archivio capitolare il nome di Casale di Sant'Evasio nel 988, dal nome del Vescovo di Asti che cristianizzò il borgo. Entrato a far parte della marca del Monferrato sotto Aleramo, dopo la dominazione longobarda, il borgo fu distrutto nel 1215 da parte dei Vercellesi, con l'aiuto di Milanesi e Alessandrini.
Il comune risorge comunque poco dopo la sconfitta; estinta nel 1305 la dinastia degli Aleramici, sotto i Paleologi di Bisanzio diventa capitale del marchesato e, sotto il regno di Guglielmo VIII, nel 1474 sede di diocesi ottenendo il meritato titolo di città. E' l'inizio di un periodo di grande rinascimento politico, religioso e culturale. Nel 1559 il trattato di Cateau Cambresis assegna il dominio ai Gonzaga di Mantova, che fortificano la cittadina.
Per tutto il Seicento Casale è sottoposta agli assedi di Spagnoli e Francesi fino alla pace di Utrecht del 1713, con il passaggio ai Savoia e la perdita del ruolo di capitale. Durante la guerra della Prammatica Sanzione per la successione al Trono d'Austria, l'occupazione di gallo-ispani nel 1745 causa gravi danni a chiese e conventi. Subito dopo Casale fu investita dal vento barocco e per l'impegno dei nobili borghesi, nacque una elegante architettura nelle chiese e nei palazzi, tuttora ammirata.
Arrivò la bufera francese e nell'epoca napoleonica, per riconoscimento di Bonaparte, Casale ebbe qualche miglioramento (Tribunale, Liceo, Caserme). Con la sconfitta di Novara resistette ad oltranza alle truppe austriache. Nella seconda Guerra d'Indipendenza fu il fulcro della strategia francopiemontese.
Alla fine dell'800 Casale divenne "capitale del cemento" e nel '900 trasformò a fatica le proprie imprese verso il settore dei frigoriferi e delle macchine da stampa.

Casale è una città ricca d'arte, storia, tradizioni e cultura, come dimostrano le dimore nobiliari, i palazzi storici, i monumenti, le chiese e i celebri castelli disseminati sulle colline monferrine.
Il centro storico, in particolare, rappresenta la migliore testimonianza dell'illustre passato di Casale, con il castello dei Paleologi, la torre civica dell'XI secolo, il duomo, uno dei più grandiosi esempi di architettura romanico-gotica del Piemonte, i palazzi di Via Mameli, con l'elegante esempio di barocco casalese riconoscibile nel palazzo Treville, la Sinagoga nel caratteristico ghetto ebraico.
Il territorio del Casalese è costituito da un'area pianeggiante, dove è prevalentemente coltivato il riso e da una splendida zona collinare, produttrice di vini pregiati e rinomati, sede di grandi aziende vitivinicole e di iniziative agrituristiche innovative.
Il Casalese è anche una zona industriale di storica tradizione, che nella seconda metà del secolo scorso ha concorso a scrivere, in Piemonte e per il settore del cemento, significative pagine della stessa rivoluzione industriale italiana. Pertanto la cultura industriale ha profondamente permeato i gli operatori, gli imprenditori e i lavoratori, da lungo tempo.
Lo sviluppo delle attività culturali, ricreative e sociali in città è stato favorito da importanti istituzioni quali una ricca biblioteca, il teatro, il museo, la gipsoteca, un notevole archivio storico, moderni impianti sportivi, tutti significativi esempi di scelte mirate ad incrementare la forza attrattiva della città, grazie al sostegno delle iniziative di miglioramento della qualità dei servizi pubblici, della valorizzazione turistica della città e del territorio circostante.

(testo a cura del Circolo culturale "Ottavi")
La città di Casale Monferrato è stata tra i più importanti centri di innovazione del Paese: già Giovan Battista Ratti, e il figlio Alfonso, a metà del Settecento inventarono, per esempio, la prima seminatrice meccanica, che rivoluzionò non solo l'agricoltura, ma l'economia europea: basti pensare che fino ad allora l'intero procedimento era svolto a mano.
A metà dell'Ottocento Casale Monferrato era il circondario più viticolo del regno e personaggi come Filippo Mellana e Giovanni Lanza chiamarono a Casale il più grande esperto europeo di agricoltura: Giuseppe Antonio Ottavi, colui che inventò le Cattedre ambulanti in agricoltura e fondò nel 1854 Il coltivatore, il primo giornale agricolo italiano. I figli Edoardo e Ottavio, con i grandi Arturo Marescalchi e Federico Martinotti (quest'ultimo inventore del metodo di spumantizzazione in grandi autoclavi - tipo oggi Procecco e Asti Spumante), proseguirono la grande tradizione. Di qui la costituzione a Casale Monferrato nel 1895 dell'Associazione Stampa Agricola Italiana.
Dal Monferrato e dal Piemonte hanno poi preso il via tutte le proposte di legge sui Vini tipici (poi Doc), da cui la legge 930 del 1963 promossa dal casalese Paolo Desana (fondatore, il 28 settembre 1982, del Circolo culturale "Ottavi"). Si può quindi affermare, a tutti gli effetti e senza ombra di smentita, che a Casale Monferrato è nata la Doc; una denominazione che nel tempo si è trasformata da tipica accezzione vinicola a vero e proprio aggettivo qualificativo utilizzato a livello internazionale per qualificare tutto ciò che è di classe, di stile e di alto livello qualitativo. Nel 2013, a cinquant'anni dalla storica legge, si celebrerà l'evento con una serie di iniziative.

