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L'infanzia nelle guerre del Novecento

mercoledì 18 aprile, ore 21
L'infanzia nelle guerre del Novecento, di Bruno Maida
Presentazione libraria
Relatori: Prof. Bruno Maida e Roberto Botta (direttore Biblioteca Civica)
Organizzatore: Biblioteca Civica Giovanni Canna, ANPI Casale Monferrato
Luogo: Biblioteca Civica Giovanni Canna

Benché rimangano le vittime principali, i bambini diventano al contempo veri e propri attori dei conflitti armati. È un processo progressivo e differenziato a livello mondiale sul piano dei tempi, della geografia, delle dimensioni e delle caratteristiche stesse delle guerre, da quelle di massa della prima metà del Novecento a quelle locali, fino ai conflitti asimmetrici post-novecenteschi.
Edito da Einaudi, Bruno Maida intende raccontare quelle vicende, ponendo una particolare attenzione ad alcuni temi specifici: la legislazione internazionale per la protezione dei bambini nelle guerre, che si è però accompagnata a un loro crescente coinvolgimento; il trauma e la resilienza, attraverso i quali i bambini si rivelano non semplici soggetti passivi bensí persone capaci di profonda rielaborazione e adattamento; i linguaggi per raccontare quelle esperienze, dalle parole ai giochi ai disegni.
Nei disegni di guerra fatti dai bambini le strade sono molto rare e non collegano mai due luoghi. Tutto si riduce a un punto dove c'è il corpo senza vita di qualcuno oppure un veicolo brucia. Metafora di una vita sospesa, l'assenza di strade rinvia alla responsabilità degli adulti che devono costruirle e aiutare i bambini a ritrovarle.
La guerra è una frattura profonda nella vita di chi ne faccia esperienza, condiziona i comportamenti successivi, sedimenta le memorie che si radicano nell'identità. Lo è ancora di piú per l'infanzia per la quale, nella stratificazione delle diverse età che la compongono, la guerra coincide con il tempo della formazione, della definizione di se stessa, della costruzione di un proprio sguardo sul mondo.
Che siano stati mobilitati, resi protagonisti passivi o attivi della violenza, colpiti da traumi e perdite, rimasti soli oppure, al contrario, attraversino il tempo della guerra protetti e non invasi dagli effetti piú laceranti, i bambini sono stati in ogni caso sempre piú coinvolti e condizionati dai conflitti armati del Novecento e gettati sulla scena fino a trasformarsi, nella seconda metà del secolo, in veri e propri combattenti. E ciò è accaduto all'interno di un paradosso: all'affermarsi e al diffondersi di un sistema di protezioni nazionali e internazionali per i civili nei contesti di guerra, con un'attenzione specifica nei confronti dei bambini, è corrisposto un progressivo e crescente coinvolgimento diretto e indiretto dell'infanzia.

Il relatore
Bruno Maida - È ricercatore di Storia contemporanea presso il dipartimento di Studi Storici dell'Università di Torino.
Ha pubblicato, tra l'altro: «Non si è mai ex deportati». Una biografia di Lidia Beccaria Rolfi (Utet 2008); La Shoah dei bambini. La persecuzione dell'infanzia ebraica in Italia 1938-1945 (Einaudi 2013); Il mestiere della memoria. Storia dell'Associazione nazionale ex deportati 1945-2010 (Ombre Corte 2014). Per Edizioni del Capricorno ha pubblicato Auschwitz e la Shoah. Storia per immagini dell'Olocausto 1933-1945 (2015), Hitler 1945. La fine del nazismo (2015), Quando partivamo noi. Storie e immagini dell'emigrazione italiana 1880-1970 (2015) e La Shoah in Piemonte. Storie, immagini, luoghi della persecuzione (2016).


Un'iniziativa inserita nell'ambito di LiberAzioni2018

 
 
 
 
 

 
 
 
Ultima Modifica: 14 Gennaio 2021