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foto di francesco negri

Francesco Negri e il suo tempo

testo di Alessandra Montanera


Francesco Negri (Tromello, PV 1841 - Casale Monferrato 1924), casalese d'adozione, tra i fotografi non professionisti è senz'altro una delle figure più interessanti della seconda metà dell'Ottocento e dei primi anni del secolo successivo.

A tempi precoci risale il primo indizio certo del suo interesse per la fotografia: nel luglio del 1862 lasciava un'annotazione a matita sulle pagine del volume di Eugène Disderi, L'art de la photographie, uno dei manuali più autorevoli dell'età del collodio. All'epoca, appena ventenne, Francesco Negri si era da poco trasferito a Casale Monferrato da Torino, dove l'anno prima si era laureato in Giurisprudenza. È possibile che là avesse trovato il contesto ideale per appassionarsi alla fotografia, a cui avrebbe dedicato, con profonda passione, gli anni a venire. Ne sono diretta testimonianza i materiali oggi conservati presso la Biblioteca Civica di Casale Monferrato, che ne restituiscono un'attività caratterizzata da una molteplicità di interessi culturali e scientifici, dalla storia dell'arte, alla botanica e alla fitopatologia, cui sono strettamente connesse le ricerche di microfotografia che lo portano nel 1884 a fotografare per primo il bacillo di Koch. Negri troverà inoltre un posto importante nella storia della fotografia per aver progettato un teleobiettivo a fuochi variabili (messo in produzione dalla ditta milanese Koristka nel 1896) e per la sua sperimentazione relativa al colore che lo porta a realizzare alcune tra le più belle immagini prodotte in Italia prima della messa in commercio delle autocromie Lumière.

La sua più antica ripresa risale al settembre 1863, le ultime portano annotazioni risalenti al maggio 1915. Negri spazierà dal ritratto, al paesaggio, al patrimonio artistico e le sue fotomicrografie (fotografie riprese con l'ausilio del microscopio), nel contesto italiano, saranno tra le prime a essere realizzate. Si confronterà con i suoi contemporanei, molti dei quali avevano scelto la fotografia come professione e accanto a loro esporrà in diverse occasioni: nel 1902 un importante riconoscimento arrivò con la partecipazione alla grande Esposizione di Arte Decorativa e Moderna a Torino, chiamato a rappresentare l'Italia nella sezione dedicata alla fotografia, accanto a Guido Rey, Cesare Schiaparelli e Vittorio Sella, veniva così consacrato uno dei più significativi autori a livello nazionale.

 
 

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Ultima Modifica: 14 Giugno 2018