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Scuola Secondaria di I grado "Dante Alighieri"(classe I B)

 

Carlo Evasio Soliva - Approfondimenti

 
 
ritratto di andrea trevigi

CARLO EVASIO SOLIVA

(Casale Monferrato, 27 novembre 1791 - Parigi, 20 dicembre 1853)

Nato a Casale Monferrato, il 27 novembre 1791, Carlo Evasio Soliva intraprese una lunga carriera di musicista, realizzando un'opera di successo, "La testa di bronzo", rappresentata alla Scala e di cui ci riferisce Stendhal; visse a Varsavia, San Pietroburgo e Parigi, dove fu assai apprezzato come musicista; compose importanti opere, tra le quali spicca la stesura di un Trio dedicato a Beethoven, che lo ringraziò con una missiva, cosa rara per il Maestro, e con un hommage - ancora più raro - scrivendo per Soliva il canone Te solo adoro. La vita del musicista di Casale si concluse a Parigi, allora la capitale della cultura europea, il 20 dicembre 1853. Fu sepolto nel cimitero del Père-Lachaise, nella sezione 13, di fronte al cenotafio di Bellini.Nella tomba di Soliva, riposano anche la moglie polacca del compositore, la soprano Marie Kralewska, sua ex allieva, morta nel 1883, e i loro figli: Napoleone Soliva, nato a Varsavia e morto a Parigi quattordicenne; Jean (Giovanni), morto nel 1905; Louis, morto nel 1868; Auréle, morta nel 1871,
A poca distanza, è sepolto il grande musicista polacco Chopin, amico, discepolo e ammiratore di Soliva. 
La vita di Soliva fu un esempio di grande volontà di indipendenza (si segnalò come un instancabile lavoratore e organizzatore, viaggiò per conoscere ma anche per trovare e conquistare una salda posizione economica e sociale) e di curiosità intellettuale. Soliva era un artista autonomo e padrone di sé; fu molto probabilmente per questa ragione che molti artisti della sua epoca, spesso non indipendenti economicamente, lo ammirarono anche e soprattutto come uomo. L'essere un artista indipendente, conscio del suo valore, e in grado di vivere grazie al frutto del suo lavoro, gli consentì di muoversi in Europa con estrema disinvoltura, riuscendo a trascorrere lunghi periodi in vere e proprie capitali della musica europea nell'epoca del Romanticismo. 
Nel 1850, a questo proposito, George Sand lo ricordava come «un homme solide, un artiste fin et passionné». 

Figlio di Giovanni, nato a Semione, oggi Serravalle, comune del Canton Ticino, di professione "caffettiere" e  di Lucia Cima, di Olivone, oggi parte del comune di Blenio, anch'esso nel Canton Ticino, Carlo Evasio Soliva è il primogenito di quattro fratelli, nato in una famiglia «mediocremente agiata» essendo il padre esercente di caffè. Entrato come chierico nella cappella di Casale, si trasferì poi al conservatorio di Milano, dove studiò con Bonifazio Asioli e Vincenzo Federici, Durante questo periodo, si distinse per la riduzione al piano di numerosi brani d'opera dell'epoca. Il suo primo approccio con il pubblico si ebbe nel 1813, con la rappresentazione di una marcia composta allo scopo di rappresentare l'introduzione al balletto Le creature di Prometeo, coreografato dal celebre Salvatore Viganò.
Si diplomò nel 1815 ottenendo il primo premio in composizione. 
Per i suoi meriti di studio, già nel 1816, viene prescelto per scrivere un'opera da rappresentare alla Scala. Il poeta designato al libretto è Felice Romani, che era uscito vincitore da un concorso bandito dalla Scala per la composizione di un melodramma. La commissione, presieduta da Vincenzo Monti, assegnò un premio di mille lire austriache proprio alla Testa di bronzo.
L'esordio con il melodramma eroicomico La testa di bronzo, fu un grande successo, ottenne ben 47 repliche, e fu salutato come un capolavoro da Stendhal, che elogiò la «vita drammatica» dell'opera, cui riconosceva scarsa virtù di canto, ma abilità nei pezzi d'insieme e nei recitativi: «La sua opera è la più ferma, la più infiammata, la più drammatica che io abbia mai sentito. Non c'è un momento di languore».
La sua prima opera denota reminiscenze mozartiane, corrispondenti a una concezione meno legata al canto e attenta alla funzione dell'orchestra. Ciò spiega l'interesse tiepido raccolto dalle opere successive.
Nello stesso anno, Soliva rappresenterà a Torino Berenice d'Armenia, senza successo anche a causa di un'indisposizione della famosa contralto Teresa Belloc-Giorgi. 
L'anno successivo torna ancora alla Scala con Le zingare dell'Asturia, tiepidamente accolta, e capace di raggiungere solo 17 repliche; le stesse concesse a Giulia e Sesto Pompeo, ancora alla Scala nel 1818. A questo punto Soliva tralascia l'attività d'operista per dedicarsi alla produzione strumentale (solo nel 1824, proverà a tornare a comporre un'opera, Elena e Malvina, ancora una volta di poco successo).
Nel frattempo, aveva abbandonato, quasi certamente per motivi politici, Milano, città in cui incontrò fra gli altri Giacomo Ciani, più tardi padrino del figlio Napoleone; nel 1821 si trasferì, dunque, a Varsavia, in Polonia, Paese che aveva molto a cuore l'attività musicale che si svolgeva in Italia e nel quale il nome di Soliva era molto conosciuto.
"Il nostro casalasco Soliva", come ebbe a chiamarlo il suo concittadino Carlo Vidua, che assistette pure lui alle sue opere alla Scala, fu maestro di canto e conobbe Fryderyk Chopin. Sposata nel 1826 Maria Kralewska, cantante e cittadina polacca, riuscì ad ottenere sempre più numerosi attestati di stima per la sua infaticabile attività. 
In quel periodo, lo zar Alessandro I, re di Polonia per via della tripartizione del Paese seguita al Congresso di Vienna, s'accorse che lo spirito rivoluzionario di stampo napoleonico, faceva in Polonia rapidi progressi, e decise quindi di sopprimere la libertà di stampa, istituire tribunali eccezionali, e perché la Dieta protestò contro tali arbitri, egli la sospese per quattro anni. 
Soliva arrivò in Polonia proprio nel momento in cui era più severa la repressione russa nei confronti del nazionalismo polacco. Qui strinse amicizia con il giovane Chopin, nato nel 1810, un rapporto destinato a durare anche negli anni trascorsi a Parigi. 
Il punto forse più alto della carriera e della vita di Soliva si ebbe l'11 ottobre 1830, quando diresse il 
primo Concerto per pianoforte e orchestra in mi minore op. 11, con cui Chopin, che sedeva al pianoforte, dava l'addio alla sua amata Polonia. Soliva diresse in seguito un'altra opera di Chopin: la Fantasia in la maggiore su temi polacchi op. 13.
L'opinione del casalese era tenuta in gran conto dal grande compositore polacco, tanto che già dopo la prova d'orchestra, in cui Soliva non aveva lesinato pareri e consigli, Chopin ammise con piacere che lquei suggerimenti avevano reso la sua "creatura" migliore.
Nel 1832, chiamato direttamente dallo zar, assunse l'incarico di maestro di cappella della corte e del teatro e direttore della Scuola Imperiale di Canto, godendo del rispetto e della simpatia di tutto il mondo culturale russo.
Lasciata la Russia nel 1841, soggiornò brevemente, nel 1843, nella casa paterna, a Semione, dove fu nominato membro onorario della locale Accademia Filarmonica. 
Dal 1844 risiedette, infine, a Parigi, dove diede lezioni di canto e compose musica vocale e strumentale da camera.
Nella capitale francese morì, il 20 dicembre 1853.

 
 

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Ultima Modifica: 17 Luglio 2018