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Scuola Secondaria di I grado "Dante Alighieri" (classe I B)

 

Giovanni Battista Viotti - Approfondimenti

 
 
ritratto di andrea trevigi

GIOVANNI BATTISTA VIOTTI

Fontanetto Po, 12 maggio 1755 - Londra, 3 marzo 1824)

Nacque a Fontanetto Po, in provincia di Vercelli, il 12 maggio 1755, da una famiglia di umili origini. Il padre Felice era un fabbro ma suonava il corno da caccia, dilettandosi ad organizzare serate musicali in casa, alla maniera dei nobili dell'epoca.Formato musicalmente proprio dal padre, Giovan Battista si trasferì nel 1766 a Torino, presso la dimora della Marchesa di Voghera, protettrice delle arti e nota benefattrice, iniziando a studiare con rigore il violino con il famoso Gaetano Pugnani, propugnatore della corrente corelliana. Ben presto si distinse, divenendo violinista dell'Orchestra del Teatro Regio di Torino. Nel 1775 venne iscritto tra i "soprannumerari" dell'Orchestra della Cappella Reale, nella quale Pugnani era "primo dei primi violini". Quivi restò fino al 5 marzo 1776, viaggiando al seguito del suo maestro in Svizzera e Sassonia, conoscendo molti regnanti e facendosi grandemente apprezzare per il suo virtuosismo (l'elettore di Sassonia, Federico Augusto I, gli fece il grande onore di una lettera commendatizia, grazie alla quale Viotti ebbe modo di esibirsi dinanzi a Federico II di Prussia).
Dopo questi grandi onori, Viotti si spostò dapprima in Polonia, presso Stanislao II Augusto Poniatowski, e poi a San Pietroburgo, dal gennaio 1781 e per quasi dieci mesi, esibendosi in concerti pubblici e per Caterina II.
Di ritorno a Berlino, diede per la prima volta alle stampe un suo concerto, il "Primo concerto per violino il LA maggiore"; da questo momento, la sua strada e quella di Pugnani si separano definitivamente: Giovan Battista decise di volgere verso Parigi, il vecchio maestro fece ritorno a Torino. 
Trasferitosi nel 1782 nella capitale francese, che vantava una notevolissima attività concertistica, pubblica e privata, e un grande mercato editoriale, dopo aver dimostrato il proprio valore il 17 marzo in un concerto pubblico dal successo clamoroso, durante i famosi "Concerts Spirituels" (vi suonerà, peraltro, ben ventisette volte), Viotti divenne musicista di corte al servizio della regina Maria Antonietta che, tra le altre onorificenze, gli assegnò una pensione di ben 150 sterline. 
Durante questo periodo, si dimostrò generoso con tutti i suoi allievi e con i tanti musicisti provenienti dall'Italia che si rivolgevano a lui per protezione e consiglio (tra di essi il grande Luigi Cherubini accolto fraternamente da Viotti). Spostava i suoi interessi, intanto, progressivamente, dall'esclusiva attività cameristica a quella più latamente teatrale, interessandosi grandemente della messa in scena e alla attività di impresario.
Attraverso un accordo con un bizzarro e sagace personaggio, il parrucchiere della regina Léonard-Alexis Autié, Viotti creò ex novo il Théatre de Monsieur, nel 1789, che prendeva il nome dal fratello cadetto del re, che il popolo aveva soprannominato "Monsieur", il futuro Luigi XVIII. 
Il 23 luglio 1792, in una fase di estrema recrudescenza della Rivoluzione Francese, partì per Londra, provando a portare con sé il grande amico Cherubini, che decise invece di rimanere. 
Dopo una breve serie di concerti, tutti organizzati dal famoso impresario Johann Peter Salomon e tutti di grande successo, Viotti seppe ancora una volta mettere da parte la sua attività concertistica, ponendosi alla direzione del prestigioso King's Theatre. Le cose, per il vercellese, sembravano volgere nuovamente al bello quando, a seguito della grave accusa di intrattenere rapporti con i rivoluzionari francesi, fu costretto a lasciare Londra nel marzo del 1798; le pregresse amicizie tedesche gli permisero di stabilirsi ad Amburgo, fino a che, nel 1801, dopo una attenta revisione della sua corrispondenza e del contegno mantenuto in Inghilterra precedentemente, non si decise di riaccoglierlo.
Ripresi, seppur in maniera drasticamente ridotta, i suoi concerti, s'imbarcò in un disastroso commercio di vini, che ben presto lo condusse sul lastrico. Gli amici, a questo punto, non poterono far altro che aiutarlo a lasciare Londra privo di debiti.  
Rientrò a Parigi, dunque, nel 1818, grazie all'intercessione del suo grande amico e mecenate, il Conte di Provenza, divenuto re già da quattro anni. Assunse il prestigiosissimo ruolo di Direttore del Téâthre des Italiens e, in seguito, dell'Opéra, dove, immediatamente prima di lui, si era illustrata quale direttrice la grande soprano italiana Angelica Catalani. 
Questa volta, sia per mancanza di chiari appoggi politici, sia per naturale stanchezza, Viotti non riuscì a far brillare il suo talento di impresario, scritturando spesso artisti mediocri e incamerando una lunga serie di insuccessi.
Fece ritorno a Londra nel 1822. Morì nella capitale inglese il 3 marzo 1824, dopo avervi trascorso gli ultimi infelici tre anni della sua vita, oberato dai molti debiti contratti anche con coloro che lo avevano aiutato durante le precedenti sfortune finanziarie.
Fu sepolto nel cimitero della parrocchia di St. Marylebone. 

È ricordato come uno dei maggiori violinisti d'ogni tempo, e sicuramente tra i più influenti, per via del suo stile e della sua grande maestria didattica; proprio attraverso questa via, i suoi allievi più importanti, Rode e Pixis, tra gli altri, diedero l'avvio ad una vera e propria scuola violinistica francese.
Scrisse numerose opere orchestrali e musica da camera, comprese tra il 1778, anno del suo primo concerto torinese, ed il 1818, durante l'ultima fase del suo primo soggiorno londinese; tra di essi si annoverano i 29 Concerti per violino e orchestra e il Concerto per piano in sol minore. Suo il "Tema e variazioni in DO maggiore" del 1781 che potrebbero essere alla base dell'inno nazionale francese, «La Marsigliese», cantata per le strade di Parigi dai rivoluzionari e attribuita tradizionalmente a Rouget de Lisle.

 
 

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Ultima Modifica: 17 Luglio 2018