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Istituto Superiore "Balbo" (IV Linguistico - Plesso "Lanza")

 

Bottega dei Cassini - Approfondimenti

 
 

BOTTEGA DEI CASSINI

(Casale Monferrato, 1698-1726)

La Bottega dei Cassina, originari della Lombardia, operò a Casale Monferrato tra la fine del Seicento e l'inizio del Settecento. Nel 1735 Giuseppe De Conti attribuì loro il cognome Cassini e lo stesso verrà fatto successivamente dal canonico De Giovanni, ma nel 1838 il loro cognome sarà definitivamente cambiato in Cassina da Vincenzo De Conti, partendo dall'ipotesi dei possibili legami con Paolo Felice Cassina, figlio dello scultore Domenico, per identificare lo scultore lombardo con lo statuario casalese. Il loro ambito di lavoro è principalmente la scultura lignea. Numerosi scultori operarono in questo campo, ma i Cassina furono i soli a raggiungere una certa notorietà. 
In primo luogo, è rilevante la figura di Severino Felice Cassini, per aver eseguito le statue della Chiesa dell'Addolorata: L'Addolorata e Il Cristo morto, e Le nobili statue ed intagli per l'orchestra dell'organo della Cattedrale realizzati nel 1720. Nella Chiesa di San Filippo sono a lui attribuite la statua della beata Vergine nella nicchia principale, Il Cristo alla colonna e La Vergine vestita agli altari laterali. Ancora, in San Domenico, possiamo ammirare la sua Statua della Madonna con bambino
L'altro scultore ricordato è il Grisone di Casale, buon statuario in legno uscito dalla scuola del Cassini. Eseguì per la cappella delle Scuole di Carità, una Statua della Vergine vestita. Sue sono circa una dozzina di opere, le quali però hanno a volte dei nomi confusi.Quelle più conosciute sono: La Madonna con bambino, L'Assunta e verso la fine del secolo, L'Addolorata e Il Cristo deposto, prodotte durante gli assedi spagnoli.
La loro bottega si può equiparare alla bottega del Verrocchio: fu il trampolino di lancio di numerosi altri scultori, i quali la frequentarono e appresero tutti i segreti della scultura lignea, applicandoli successivamente in una maniera esemplare. 
Sarebbe bene ricordare ad esempio, l'altare eseguito dai fratelli Guala Molino, commissionato dai confratelli di San Pietro Apostolo e la monocroma statua reggilanterna da porre nel vano elicoidale dello scalone del palazzo del conte Francesco Ottavio Magnocavalli (pare che la scultura fosse stata affidata alla bottega per la notorietà che il Grisone in quel momento riscuoteva, anche se l'opera appare modesta). Vanno aggiunti inoltre gli otto busti-reliquiario scolpiti nell'autunno del 1743 per l'oratorio del Gesù.
Presenze queste che non possono avvalorare il gusto della committenza casalese rivolto alla vicina Lombardia. La grazia, pur fortemente drammatica, dei Cassina ha poco da spartire con i contemporanei scultori piemontesi, spesso attardati su modelli ancora secenteschi un po' rigidi, quando non di più esplicito sapore popolaresco nella scultura devozionale.

 
 

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Ultima Modifica: 01 Agosto 2018