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Just Another Stage - la via dell'infinito


Evento previsto dal 7 al 29 marzo 2020, ma sospeso e rinviato dal 6 al 28 giugno 2020 in conseguenza dell'emergenza sanitaria Covid-19


In occasione della Giornata Mondiale della Donna, la Città di Casale Monferrato propone Jas - Just Another Stage, un grande evento culturale che si svolgerà al Castello del Monferrato dal 6 al 28 giugno 2020.

Il filo conduttore del progetto sarà proprio la mostra che ha dato il nome all'intero progetto: Just Another Stage. L'esposizione proporrà, attraverso la fotografia, la scultura e due istallazioni, le sette età della vita di una donna: concepimento/nascita, infanzia, giovinezza, maturità, vecchiaia, morte e, la settima stanza, nominata Another/Altra, la rinascita, cioè il giardino segreto in cui ogni donna custodisce le energie necessarie come la forza, la determinazione e il coraggio per rinnovarsi sempre e comunque.

Ma al Castello ci saranno altre due esposizioni concomitanti che, pur rientrando entrambe sotto l'iniziativa fucsia di Jas, si presentano con modalità espressive e contenuti diversi, apportando ognuno un ben definito e ulteriore aspetto del pianeta donna: Il Femminile di Uguale di Enrico Minasso e Donne incartate di Light Lens duo.

Orari mostra:
sabato e domenica dalle ore 10,00 alle ore 13,00 e dalle ore 15,00 alle ore 19,00
Potranno accedere alle sale espositive massimo 15 persone alla volta. Per chi volesse, è possibile la prenotazione, anche telefonica immediata, ai numeri 0142/444.329 - 444.330 oppure compilando il form presente alla pagina www.comune.casale-monferrato.al.it/jas-prenotazioni

Per accedere al mostra è obbligatorio essere muniti di mascherina.

 
 
 
 

Le Mostre

  • Just Another Stage

    Attraverso la fotografia, la scultura e due istallazioni, le artiste rappresentano le 7 età della vita di una donna: concepimento/nascita, infanzia, giovinezza, maturità, vecchiaia, morte. La settima stanza, quella del titolo, nominata dall' Another/l'altra, è la rinascita, la stanza in più, il giardino segreto in cui ogni donna custodisce le energie  necessarie come la forza, la determinazione e il coraggio per rinnovarsi sempre e comunque. Il numero 7, il numero sacro per eccellenza, considerato l'emblema della pienezza spirituale e cosmica, è chiamato a rappresentare l'energia femminile che, fluida, ricettiva e creativa, si espande, attraversa tutte le creature generandole, in un ciclo continuo. Da qui il sottotitolo, la via dell'infinito. Il percorso tracciato sarà comunque fuori dal solito affresco di eroine affrante e sottomesse, vittime di violenza e sopraffazione. Just another stage vuole essere la storia in cui ognuna di noi dice chi è davvero attraverso le età nelle quali ognuna di noi deve confrontarsi ma non mostrando confini e limiti, ostacoli o vincoli culturali. JAS è il tentativo di definirli e superarli, alla ricerca, attraverso miti e archetipi, di quella presenza invisibile eppure campo magnetico potente, che contiene in sé la potenziale pluralità simbolica e numinosa della donna. Recuperare quel mondo vivissimo, sorprendente e complesso che merita di essere rivelato. Ripristinare il contatto con la perduta sapienza interiore, superando la riduttività di un discorso razionale, affinché la vita non abbia una sola dimensione.
    Un'avventura collettiva, questa Just Another Stage, che osa volere una vita più felice perché più libera.
    In esposizione anche fotografie di Paola Casulli.

    Le 7 età della vita di una donna:

    Fotografie di:

    Sculture di:

    Installazioni di:

  • Il Femminile di uguale di Enrico Minasso

    Il primo progetto fotografico prevede l'esposizione di Enrico Minasso, fotografo professionista di Acqui Terme, che da anni si occupa di reportage antropologici, fotografia pubblicitaria, fotografia industriale e da cerimonia. Attraverso la presentazione di storie di emancipazione di donne italiane, di donne africane emigrate in Piemonte, il progetto Il Femminile di Uguale vuole stimolare una discussione in seno alla società su tematiche legate alla Parità di Genere, analizzare stereotipi e pregiudizi culturali e individuare elementi positivi che favoriscano l'emancipazione femminile. Il progetto è presentato dalla Cooperativa Sociale CrescereInsieme e la ONG Amici del Mondo World Friends, cofinanziato dall'Unione Europea e dalla Regione Piemonte e implementato in Italia dal Partner Consorzio ONG Piemontesi.

  • Donne incartate di Alessandro Magagna e Laura Marinelli

    Il secondo progetto fotografico, contro la violenza sulle donne, si intitola Donne Incartate e nasce dall'esigenza di due fotografi professionisti, Alessandro Magagna e Laura Marinelli, qui come Light Lens duo, di gridare un forte "NO"! ,Un "urlo visivo", di grande impatto emozionale, celato dietro alla grazia, alla delicatezza e alle metafore dei loro scatti. I due fotografi "incartano" qui le donne nell'unico modo da loro concepito. Le avvolgono con diversi tipi di carta per esaltarne le caratteristiche, per dire che sono un "dono" al mondo.
    Il progetto è stato realizzato a "quattro mani" attraverso un'accurata scelta dei tipi di carta, la realizzazione manuale dei vestiti, un approfondito studio della composizione fotografica e delle luci per dare rilievo al significato di ogni scatto e di ogni creazione. Niente è stato aggiunto in post produzione.
    Questa esposizione si terrà nel torrione Est del Castello del Monferrato nelle stesse date di Jas, dal 6 al 28 giugno 2020.


Il progetto grafico

  • A cura di Elena Caterina Doria

    Su uno sfondo fucsia (colore che rappresenta lo schiaffo virtuale alla società per svegliarla dal torpore circa le problematiche della donna), un volto da dea campeggia indossando un paio di occhiali arancioni. Sono 7, come le stanze di JAS, anche gli archetipi che sono legati alle dee che influenzano l'essere donna, il suo sentire ma anche il suo comportamento: ogni donna è legata primariamente alla propria dea originaria, che è quella che ha un'influenza predominante, ma le "possiede" in se potenzialmente tutte. Le lenti color arancione (colore che rappresenta l'essere solare della donna), che la dea in questione indossa, lungi dall'essere solo un elemento ironico, è metafora dello sguardo femminile che, libero dalle catene dello sguardo maschile e maschilista, e attraverso il filtro dell'arte, vuole significare una realtà restituita a se stessa. Quello guardo che, passante attraverso una lente, rende più nitida la visione del racconto del femminile. Inoltre la forma di otto rovesciato rappresenta l'infinito descritto nel sottotitolo. Si è voluto creare anche l'acronimo JAS, sinonimo di immediatezza e velocità dell'arte di entrare nella vita quotidiana senza troppo schemi, che tutti gli artisti hanno apportato sui propri profili social, nelle schede biografiche e nel catalogo delle opere.

     

Le video interviste alle artiste








 
 
 
Ultima Modifica: 01 Luglio 2020