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ritratto di clara leardi

Progetto Toponomastica - Ascanio Sobrero


Di seguito il testo del monologo presentato in occasione dell'inaugurazione della targa dedicata ad Ascanio Sobrero svoltasi sabato 21 ottobre 2017

 

Monologo (voce maschile)


Non è mai facile scegliere cosa si vuole fare nella vita, cosa studiare, io ho scelto medicina forse perché mio padre Giuseppe era un medico, era anche la persona che ammiravo di più. Mi chiamo Ascanio Sobrero e sono nato a Casale Monferrato il 12 ottobre 1812, ho sempre saputo dentro di me che avrei studiato medicina, ma quello che mi è sempre piaciuto forse di più era studiare, e se è vero che ammiravo moltissimo mio padre è anche vero che la figura che più ha segnato e influenzato la mia vita è stato mio zio, Carlo Raffaele, è grazie a lui se sono entrato per la prima volta in un laboratorio chimico e ho capito che era il luogo per me, lui era il direttore del laboratorio chimico dell'Arsenale di Torino e con lui ho scoperto la mia passione per la chimica. La chimica non è semplice da spiegare come passione ma è quella passione che ha guidato tutta la mia vita ed è intrecciata al mio amore per lo studio e le scoperte. Ho viaggiato, dentro e fuori dai laboratori ma dentro ero davvero a mio agio tra formule e provette. Sono stato a Parigi, sì a Parigi, nel laboratorio di Theophile Pelouze, un laboratorio dove si studiava qualcosa che avrebbe cambiato la mia vita, ma non voglio avere fretta, le vite sono lunghe e non bisogna anticipare gli eventi, bisogna avere la calma di far  arrivare le cose al momento giusto, un po' come in una formula chimica, non ritardare e non anticipare la scoperta ma fare esperimenti e tentativi, dai fallimenti nascerà il risultato....ma sto divagando...nel laboratorio di Parigi si sviluppavano le ricerche sugli effetti esplosivi dell'acido nitrico, una scoperta che non era ancora all'apice ma non bisogna avere fretta...ho viaggiato ancora e sono stato in Germania, nel laboratorio di Von Liebig, era il 1843, sì per le date ho sempre avuto una memoria eccezionale, i numeri e le date mi sono sempre rimasti impressi. Liebig è stato un incontro importante, tutta la mia vita è stata costellata di incontri importanti, ma quello più importante dovevo ancora farlo. 

Vorrei andare per ordine, mi sembra sempre la cosa migliore, non sempre la più facile ma la migliore. Quando fai una piccola scoperta poi la fretta di arrivare alla soluzione finale è quello che può rovinare tutto, devi avere la pazienza di andare per tentativi, di fallire, di alternare successi e fallimenti, assomiglia un po' alla vita....ma sto di nuovo divagando. Dopo la Germania sono tornato in Italia, a Torino, al laboratorio del Regio Arsenale e qui ho iniziato ad insegnare alla Scuola di meccanica e chimica applicata alle arti, mi piaceva, ero assistente alla cattedra, mi divertivo a insegnare ma non smettevo mai di fare le mie ricerche e un giorno che sembrava come tutti gli altri ma non era come gli altri qualcosa è successo. All'improvviso qualcosa di sconvolgente succede sempre all'improvviso, ci vogliono anni di ricerche ma poi all'improvviso succede qualcosa e da quel momento in poi tutto cambia. Senza entrare nello specifico, era il 1846, e durante un esperimento ho prodotto qualcosa che era nuovo e insieme incredibile, isolando il guaiacolo è nata la nitromannite, è nata non è il termine giusto ma mi piace segna un inizio, non il culmine ma l'inizio, che è altrettanto importante. Era qualcosa di più esplosivo e stabile di tutto quello che lo aveva preceduto e a cui è seguito un anno di ricerche incredibili, un anno che ha segnato tutta la mia vita, un anno che ne valeva dieci, almeno. Il 1847 è stato l'anno della svolta, il culmine è arrivato, è arrivata la nitroglicerina e tutto è cambiato.

So che gli esplosivi non sono stati un bene per come sono stati utilizzati ma questo non c'entra con l'invenzione ma con il suo uso e non voglio divagare parlando del modo in cui l'uomo usa le invenzioni...e non voglio anticipare i tempi. Io so quanto possono essere duplici gli usi che se ne fanno la nitroglicerina io l'ho studiata per i suoi effetti anche farmacologici ma è stata usata come esplosivo, bene e male s'intrecciano spesso. Ma prima è successo altro.
Ho continuato a studiare, sempre, a fare ricerche e se quello è stato l'anno magico della scoperta a quella scoperta ne sono seguite tante altre, come il sobrerolo...ho anche continuato ad insegnare e fatto i grandi incontri della mia vita, Francesco Selmi, pieno di coraggio e inventiva, era un esule, diceva così, ma con me è stato soprattutto uno studioso, abbiamo lavorato insieme, è stato un amico, un collega, un incontro importante.

C'è stato un altro incontro importante quello con Nobel, Alfred Nobel, uno svedese con una mente brillante, erano gli anni '60, 1863, quando iniziò le sue ricerche e poi i suoi esperimenti sull'uso esplosivo della nitroglicerina, un uomo che ha sempre riconosciuto come le sue scoperte siano derivate dalla mia, la scienza è così, una scoperta ne genera un'altra ma non tutti gli scienziati riconoscono il lavoro che li ha portati alla loro scoperta, lui lo fece e me ne rese sempre un grande ringraziamento. Gli incontri che voglio ricordare sono quelli con gli uomini che hanno contribuito alla mia vita, al mio studio, alle mie scoperte e alla mia soddisfazione, mio padre, mio zio, Pelouze, Liebig, Selmi, Nobel e le grandi città che hanno visto la mia vita scorrere, Torino, Parigi, Giessen e Casale Monferrato dove sono nato e cresciuto. Ho vissuto fortemente e a lungo...non ho raccontato tutto ma ho anche divagato perché per fare grandi scoperte devi divagare anche un po', almeno è quello che ho sempre creduto.


Segue lettura targa.

 
 
 
 
Ultima Modifica: 17 Luglio 2018